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BRICIOLE DI SARDO 

Dialogo tra i costumi sardi. "Sono io il più bello!"

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del 29/04/2015
di Massimiliano Rosa

"Io sono il costume più bello.  disse con vezzo il costume di Desulo  Sono il più colorato tra i costumi sardi. I miei colori sgargianti mi rendono unico. Sono un intarsio di arancio azzurro e giallo. La mia cuffietta, su cuguddu, è simbolo di queste montagne adorate. Le carianas si chiudono a fiocco nel mio mento. E le trecce mi accompagnano. E il mio ricamo mi colora nelle fredde e lunghe sere di inverno."

"Zitto tu! Che pari jugoslavo! — rispose il costume di Tonara  Assomigli ai costumi del Montenegro. Chissà da dove sei venuto! Io sono più sobrio, elegante: la mia gonna abratzeddu plissettata svolazza e danza allegra quando ballo: le mie alettas, intagli del mio prezioso bustino di broccato, sono incredibilmente simmetriche; il mio rosso porpora mi fa assomigliare ad una regina. E il mio scialle è un meraviglioso tappeto di fiori variopinti! Sono io il più bello e prezioso!"

"Sono io il più austero e rappresento la fierezza dell'essere sardo: sono Orgosolo, e il mio grembiale s'antalena sembra un totem, scolpito di gigli stilizzati. Avvolgo i miei visi fieri come le arabe. Con uno splendido lionzu di seta pura. Che mi cela agli occhi indiscreti. Rappresento l'essenza dell'essere sardo."

"Sono io il più bello — disse Tempio  nero ed austero, di seta damascata; le mie figlie sembrano monache d'altri tempi. Ed il portamento mi distingue tra tutti!"

"Ma no! Sono io il più ricco — ribadì Oliena  pieno di ricami d'oro il mio scialle; fili intrecciati e coralli la fanno da padrone, ed i miei gioielli mi impreziosiscono. Sembro spagnolo: una nobile catalana o aragonese al mio cospetto sfigurerebbe!"

"Ma no, il più bello sono io  ribadì Quartu  ricco di oro e di pendagli, di merletti e di spille. Di trine e tessuti preziosi: anche le mie scarpe sono di materiale prezioso! Non mi faccio mancare nulla."

"Sono io invece il più particolare, coi miei sette fazzoletti attorcigliati" aggiunse Samugheo. Busachi ribadì la finezza della sua splendida gonna variopinta. Insistette Ollolai con il suo copricapo curioso, le sue due gonne e la camicia finemente elaborata. Ancora Oristano e i suoi tessuti preziosi, retaggio antico di grandezza, Ittiri e i suoi splendidi galloni d'argento sonanti, Atzara con i suoi colori collinari e la sua pezzuola monacale, come Sennori baluardo di prezioso vestiario d'altri tempi.

Bitti e le sue prendas e quelle gonne finemente elaborate, Dorgali e la sua incredibile filigrana, Orune e la sua compostezza orgogliosa.

I costumi litigarono a lungo per accaparrarsi lo scettro del più bello. Ma non si accorsero che era inutile questa diatriba: tutti i tesori di quest'isola sono inestimabili e diversi. Sono preziosi come reliquie. Rappresentano l'animo e la storia di chi li indossa! E le lotte di campanile non servono: visti camminare a braccetto, sono ancora più meravigliosi.

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